Il carcere: vietato informare della salute di Cospito

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La direzione del penitenziario di Sassari ha diffidato la dottoressa Angelica Milia, medico di fiducia che segue le condizioni del detenuto anarchico Alfredo Cospito in sciopero della fame da quasi cento giorni, a rilasciare interviste dopo le visite all’assistito.

Si tratta di un “attacco che non riguarda solo la nostra emittente”, testata giornalistica iscritta al Tribunale di Brescia, “ma più in generale la libertà di informazione e che denota un accanimento repressivo-carcerario contro il detenuto”, ha commentato la redazione di Radio Onda d’Urto [1].

La nota del DAP che autorizza la visita, infatti si chiude in maniera… inaspettata: “Ulteriori dichiarazioni rese in tal senso, potranno indurre questa Amministrazione a valutare la revoca dell’autorizzazione all’accesso in Istituto”.

La nota è firmata dalla direttrice-reggente del carcere di Sassari, “che conta al proprio interno 424 persone, di cui 92 in regime di 41bis. Intanto Alfredo Cospito ha perso 10 chili in una settimana”, riferisce Radio Onda d’Urto.

Evidentemente non si vogliono far conoscere le condizioni di salute sempre più critiche”, commenta ancora la redazione della radio.

Caso Cospito: per governo, il 41 bis vuol dire morire in silenzio?

Raggelante, aggiungo, è sapere che partecipare all’esterno le condizioni di salute di un detenutovanifica le finalità del regime di cui all’ex art. 41 bis O.P.”.

Alfredo Cospito deve allora morire in silenzio?

Questo vuole il governo Meloni?

Fonte:

[1] Radio Onda d’Urto, Brescia, 23 gennaio 2023, “Caso Cospito: vietato parlare…con Radio Onda d’urto? Intanto Alfredo perde 10 kg in una settimana”.

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Natale Salvo

Nato e cresciuto nella terra del “Gattopardo”, la Sicilia. Ha dedicato la propria esistenza all'impegno sociale. Allenatore di una squadretta di calcio di periferia, presidente del circolo di Legambiente, candidato sindaco per il Partito Umanista. Infine blogger d’inchiesta; ha pagato le sue denunce di cattiva amministrazione con una persecuzione per via giudiziaria. E' autore del libro "La rivoluzione copernicana chiamata Reddito di Base", edito da Multimage, Firenze.

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