Afghanistan, l’Australia ammette aver commesso crimini di guerra

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« Esistono informazioni credibili a sostegno di 23 incidenti di presunte uccisioni illegali di 39 persone, perpetrate da 25 soldati delle Forze Speciali Australiane, prevalentemente del Reggimento del “Special Air Services”. Le persone che si presume siano state uccise illegalmente erano tutte persone sotto controllo, in termini profani, prigionieri, contadini e altri civili ».

Insomma, gli omicidi illegali non avvenivano in battaglia ma a sangue freddo, assassinando persone inermi, disarmate.

Lo ha dichiarato, lo scorso 19 novembre, il capo dell’Australian Defence Force (ADF), generale Angus Campbell. Lo stesso ha distribuito il rapporto finale dell’inchiesta ( 465 pagine, sia pure con l’intera seconda parte del rapporto che contiene i dettagli degli specifici “incidenti” coperta dagli omissis ) sulla vicenda elaborato dall’ispettore generale Jim Gaynor e dal giudice Paul Brereton.

« Il rapporto rileva – ha continuato il comandante australiano – che alcuni comandanti del Reggimento del “Special Air Services” [le truppe d’elite, NdR], hanno promosso all’interno della SAS ciò che Justice [Paul] Brereton definisce una “cultura guerriera” [poi] amplificata da alcuni sottufficiali esperti, carismatici e influenti ».

I crimini di guerra australiani: dal bambino ucciso ai ragazzi sgozzati, fino al bersaglio umano

Al di là delle parole di circostanza e delle limitate ammissioni del generale Angus Campbell, il giornale francese France24 [1] è più diretto e, ad esempio, cita « il caso di un bambino di sei anni ucciso in un’incursione in una casa ».

Tra casi, aggiunge Repubblica [2], quelli in cui « i commandos più giovani venivano obbligati dai propri sottufficiali a uccidere civili afghani per sporcarsi le mani di sangue per la prima volta, in una pratica conosciuta in gergo come “blooding” [“sanguinamento”, NdR] che ricorda comportamenti analoghi nelle gang giovanili e nella mafia ».

O, ancora, spiega sempre Repubblica, i casi di « due ragazzi di 14 anni sgozzati come agnelli sacrificali. Un giovane uomo usato come tiro a segno dopo che aveva alzato le mani in segno di resa. Un prigioniero ucciso perché “non c’era posto per portarlo via sull’elicottero” ».

Poi, al fine di “coprire” quelli che erano veri e propri omicidi a sangue freddo, – confessa il generale Campbell – venivano « piazzate armi e radio per sostenere le affermazioni secondo cui le persone uccise erano “nemici uccisi in azione” ».

L’inchiesta, durata quattro anni, era stata lungamente attesa, specie dai giornalisti australiani da tempo avevano denunciato diversi episodi di veri e propri crimini di guerra compiuti dai soldati australiani in Afghanistan.

L’ammissione ufficiale del generale Campell, è stata integralmente pubblicata dal giornale australiano ABC [3] e riportata anche dalla stampa occidentale.

« Alcuni di questi incidenti sono avvenuti nel 2009 e nel 2010, la maggior parte dei quali negli ultimi anni del 2012 e del 2013 », ha precisato il generale australiano.

Il rapporto si conclude con 143 raccomandazioni per modificare l’organizzazione e la formazione, anche etica, dell’esercito australiano al fine di evitare il ripetersi di tali criminali condotte.

Al reggimento sarà tolto l’encomio, 19 soldati processati

Il generale conclude le sue dichiarazioni annunciando di aver chiesto al governatore generale, a seguito dell’infamante condotta dei suoi soldati, di « revocare l’encomio di unità meritevole assegnato alle rotazioni del gruppo di lavoro delle operazioni speciali in servizio in Afghanistan tra il 2007 e il 2013 ».

Inoltre, « le persone accusate di condotta illecita e criminale saranno deferite all’Ufficio dell’Investigatore Speciale, le persone accusate di negligenza nell’adempimento del loro dovere saranno gestite attraverso processi amministrativi e disciplinari ».

Più in particolare, « 19 persone dovrebbero essere deferite alla Polizia Federale Australiana e che un risarcimento dovrebbe essere pagato alle famiglie delle vittime », precisa ancora France24.

Lascia però perplessi, sul sito web ufficiale del Ministero della Difesa australiano che, se, da un lato, con trasparenza, vengono resi pubblici degli atti [5], dall’altro [6], leggere poi « la Difesa, con il Dipartimento degli Affari dei Veterani (DVA) [fornirà] agli ex membri del personale dell’ADF in servizio e le loro famiglie colpite dall’inchiesta in Afghanistan supporto medico, psicologico e, in alcuni casi, supporto legale ».

Come dire, saranno pure dei criminali di guerra, ma sono sempre i nostri soldati. Un’altra certificazione del fatto che non esistono i soldati buoni e quelli cattivi; la guerra è solo ferocia e disumanità, quale esportazione della civiltà.

Fonti & Note:

[1] France24, 19 novembre 2020. “L’armée australienne admet que ses troupes ont exécuté des civils en Afghanistan”.

[2] Repubblica, 19 novembre 2020. “Afghanistan, il rapporto shock sui soldati australiani: “Erano assetati di sangue. Dei veri pazzi”

[3] ABC, 19 novembre 2020. “ADF Chief Angus Campbell offers apology in wake of Afghanistan war crimes report. Read his speech in full”.

[4] il rapporto INSPECTOR‐GENERAL OF THE AUSTRALIAN DEFENCE FORCE AFGHANISTAN INQUIRY REPORT

[5] resources related to the IGADF Afghanistan Inquiry, including the Inquiry Report (Public Release Version)

[6] Welfare Support

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Natale Salvo

Nato e cresciuto nella terra del “Gattopardo”, la Sicilia. Ha dedicato la propria esistenza all'impegno sociale. Allenatore di una squadretta di calcio di periferia, presidente del circolo di Legambiente, candidato sindaco per il Partito Umanista. Infine blogger d’inchiesta; ha pagato le sue denunce di cattiva amministrazione con una persecuzione per via giudiziaria. E' autore del libro "La rivoluzione copernicana chiamata Reddito di Base", edito da Multimage, Firenze.

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