Concluso Forum Madrid: società giusta e inclusiva vince su violenza
«La violenza fa parte della cultura del machismoed è il contrario del benessere dell’umanità». A dichiararloManuela Carmena, sindaca di Madrid[nella foto sopra] nel corso della cerimonia di chiusura del secondoForum globale tra i sindaci, gli operatori della sicurezza e i rappresentanti della società civilesvoltosi nella capitale spagnola.
Il Forum si è concluso con la elaborazione di un lungo documento, 17 pagine, cheindividua molti dei problemi e diverse delle soluzioniper affrontare i diversi tipi di violenza che sono insiti nelle città (dalla corruzione degli amministratori sino alla discriminazione dei lavoratori in base al genere).
È possibile scaricare dalsito Ciudadesdepazquesto documento nelle tre lingue ufficiali del Forum,spagnolo (PDF), inglese efrancese (PDF in FR).
Con questo mega-evento (la sindaca Carmena ha parlato di 5.000 partecipanti),Madrid ha assunto la leadership in materia di pace urbana.
Un Forum, tuttavia, contraddittorio: con semplicidichiarazioni di principio che giungevano dai rappresentanti istituzionalietestimonianze di tante attività positiveche erano, invece, presentate da chi opera quotidianamente tra la gente.
Anche quest’oggi sono stati accennatii due grandi temi del Forum: la sicurezza e l’educazione alla convivenza ed alla pace.
Convivenza civile: Tutto parte dall’investire sull’educazione
Sul tema delle politiche urbane per la convivenza,interessanti le lezioni che giungono dall’Africa,dall’isola di Capo Verde.Jose María Mendoça Monizdella Cámara Municipal de Praia, nella plenaria “violenza per diseguaglianza urbana”, ha sostenuto come, da loro, «costruendo asili nido e centri sociali i problemi di sicurezza sono diminuiti». Ancora a Capo Verde, ha spiegato Mendoça Moniz, hanno attivato unpartenariato con le associazioni localiper meglio identificare i problemi sociali dei quartieri e quindipriorizzare le azioni.
Monika Kosinska, Direttrice dei Programmi dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, ha dichiarato che «la violenza è una malattia sociale», e come tale va prevenuta: «sviluppando relazioni stabili tra genitori e figli, riducendo la disponibilità di armi, sostenendo i diritti universali agli spazi verdi e agli alloggi».
In proposito,Doris Sommerdell’Università di Harvard ha chiesto ai sindaci interventi quali quelli di «educare gli educatori», realizzare biblioteche accessibili ai bambini dei diversi quartieri dove questi possano «giocare e leggere», dotate di computer e di «lettori professionali» per leggere dei libri ai bambini ogni giorno.
Un qualcosa che si sta realizzando aCordoba, seconda città argentina: sì, anche da qui è giunta una lezione all’Europa.Ramón Mestreha spiegato che dal 2013 si sono realizzati (ed altri se ne stanno realizzando) dei«Parchi Educativi» [Ecco cosa sono, in SPA], dedicatiai bambini, ma anche agli adulti ed alle famiglie. Laboratori, attività sportive e di danza, si alternano con corsi sulla gravidanza, di lingua inglese, di teatro, di formazione professionale, di cucina, di rinforzo scolastico.
Qui l’Agenda delle attività del parco educativo Cordoba Sud.
Il tema della cultura è stato affrontato dalsindaco di Montpellier (Francia) Phillippe Saurelche ha sostenuto la «importanza dell’uguale accesso alla cultura» che lui assicura con la gratuità di ogni attivita culturale. Quest’ultimo ha sostenuto, anche, l’importanza di una «diagnostica della citta» per una successiva «pianificazione».
Sicurezza: la repressione della violenza fisica è geolocalizzata
In merito al tema sicurezza in chiave anti-violenza, mi hanno colpito i progetti illustrati dal brasilianoRoberto Curty Penteadodella Secretaría Municipal delOrden Público di Río de Janeirosulla sorveglianza introdotti aCopacabanae che sono approfondibili sulsito MaisSeguro.Rio: un grande spiegamento di forze, di telecamere, di agenti la cui posizione è rilevata in tempo reale col GPS.
D’altro canto, in rete, esistono pureil sito e la app “Ondefuiroubado”che monitora in maniera partecipativa i luoghi più pericolosi di Rio.
La tecnologia della geolocalizzazione sono egualmente utilizzate anchein Colombia, a Medellin, dove le forze dell’ordine dispongono distatistiche interattive, e filtrabili, per individuare luoghi, orari, tipologia degli eventi tramite le pagine riservate del“Sistema di informazioni” [qui appaiono solo i dati pubblici]del sito dellafondazione Forjandofuturos, progetto finanziato tra gli altri dal Municipio di Madrid, dall’Unione Europea, da Oxfam.
Lo stessoOskar De SantosComisario GeneralPolicía Municipal de Madrid, infine, senza scendere in dettagli, ha parlato proprio di «geografia della sicurezza».
Nel corso della plenaria conclusiva,Liv Torrez, direttore esecutivo del Centro Nobel per la Pace, ha tuttavia concluso come «l’ineguaglianza fa crescere la polarizzazione e la radicalizzazione». Qui, quindi, bisogna agire per combattere la violenza più che con la repressione.
Alle 14, al termine dell’ultima plenaria, accompagnati dalle note di “Todo Cambia” prima e di “Gracias a la vida” dopo, suonato da un gruppo di giovanissimi musicisti, 400 studenti delle scuole di Madrid, sotto la guida dei membri dell’associazione “Mondo senza guerre e senza violenza”, hanno disegnato nella piazza Matadero primail simbolo della pacee poi quello della nonviolenza.


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