Giorgio Agamben: il green pass è una barbarie

« La discriminazione di una categoria di uomini, che diventano automaticamente cittadini di seconda classe », è lo specchio di un luogo dove si instaura un regime e le garanzie costituzionali vengono sospese.

« E’ avvenuto per gli ebrei sotto il fascismo ».

A sostenere questa tesi [1] è Giorgio Agamben, giurista, già professore universitario, saggista e filosofo.

Agamben prova ad attualizzare la propria riflessione: « coloro che si attengono alla propria libera e fondata convinzione e rifiutano di vaccinarsi verranno esclusi dalla vita sociale ».

« La “tessera verde” costituisce coloro che ne sono privi in portatori di una stella gialla virtuale », chiarisce quindi il filosofo.

Giorgio Agamben conclude la propria condanna del green pass con una lapidaria dichiarazione: « Il bisogno di discriminare è antico quanto la società […] ma che queste discriminazioni fattuali siano sanzionate dalla legge è una barbarie che non possiamo accettare ».

Fonti e Note:

Credits: Photo by Karsten Winegeart on Unsplash

[1] Giorgio Agamben, 16 luglio 2021, “Cittadini di seconda classe

Natale-Salvo-BN

Natale Salvo

Nato e cresciuto nella terra del “Gattopardo”, la Sicilia. Ha dedicato la propria esistenza all'impegno sociale. Allenatore di una squadretta di calcio di periferia, presidente del circolo di Legambiente, candidato sindaco per il Partito Umanista. Infine blogger d’inchiesta; ha pagato le sue denunce di cattiva amministrazione con una persecuzione per via giudiziaria. E' autore del libro "La rivoluzione copernicana chiamata Reddito di Base", edito da Multimage, Firenze.

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