Il futuro della sinistra, secondo Mouffe e Acerbo

Maurizio Acerbo - Rifondazione Comunista - FB

“Noi e Loro”. Dividere la società è un mezzo sfruttato dalla destra populista per creare una “comunità”, e consenso stabile, tra chi sta da questa parte ( “gli italiani”, “coloro che producono”, “i cristiani”, ”etc ) e coloro che sono fuori dal “cerchio”.

“Noi e Loro”, però, può essere anche di Sinistra, secondo Chantal Mouffe e forse anche Maurizio Acerbo – leader di Rifondazione – che riprende sul proprio blog, traducendole, le riflessioni dell’autrice francese [1].

« Il populismo è una strategia per costruire una frontiera politica che divida la società in due campi, “noi” e “loro”, e chiede la mobilitazione dei “perdenti” [coloro che subiscono « il dominio, lo sfruttamento e la discriminazione »] contro i “potenti” », spiega la Mouffe.

La strategia di Melenchon (LFI) è populismo di sinistra: imitiamola!

Secondo Chantal Mouffe, non ci sono dubbi: « la strategia che LFI [Melenchon, NdR] ha messo in campo alle elezioni francesi era un’iterazione del populismo di sinistra ». Populismo premiato dal « forte risultato di Jean-Luc Mélenchon ».

A supporto della sua valutazione, la Chantal Mouffe ricorda Mechelon ha conquistato il 21,95% contro il 23,15% di Marine Le Pen e sostiene che se « il Parti communiste français non avesse insistito nella candidatura di un proprio candidato, Mélenchon avrebbe potuto ben colmare questo ristretto divario ».

Non è un problema, però, secondo Chantal Mouffe che LFI che persegua solo un « riformismo radicale » [2], che non sia di “estrema sinistra”, « [che non sia per una] rottura radicale con le istituzioni politiche della democrazia liberale pluralista e la fondazione di un ordine politico totalmente nuovo ».

Questo riformismo però ha creato una coperta corta: « LFI ha raccolto voti dai disincantati sostenitori di Macron nelle aree urbane, nonché dalle comunità di immigrati e nei territori d’oltremare » ma ha lasciato al RN di Le Pen i voti « nella France périphérique: piccoli centri, comuni rurali ed ex cinture industriali in declino, la ‘Francia dei Gilets Jaunes’ ».

Basta con le accuse di fascismo agli elettori di destra: recuperiamoli!

Cosa fare ora?

Secondo Chantal Mouffe, è errato « adottare un atteggiamento di superiorità nei confronti di coloro che votano per Le Pen, accusare gli elettori di RN di essere intrinsecamente razzisti, sessisti, omofobi e di rappresentare il “ritorno del fascismo” ».

« Sarebbe – insiste – del tutto controproducente reagire ai risultati elettorali invocando la creazione di un fronte antifascista. Ciò avrebbe la disastrosa conseguenza di stabilire la frontiera politica in un modo che metta LFI nello stesso campo di Macron e del blocco neoliberista, schierato contro le cosiddette forze del fascismo di Le Pen. Una tale strategia precluderebbe ogni possibilità di recuperare quei settori decisivi della classe operaia ».

LFI, in sostanza, oltre che cercare di raggiungere l’elettore astensionista perché « ha perso la fiducia nell’azione politica … deve rendersi conto che molte delle rivendicazioni che oggi si esprimono in un discorso nazionalista hanno un nucleo democratico che potrebbe essere recuperato ».

Maurizio Acerbo non commenta l’articolo di Chantal Mouffe da lui riportato sul proprio blog ma certamente il riportarlo, il volerlo sottoporre al dibattito, è una maniera di sostenerne le tesi.

Tesi che, in parte, sia chiaro, condividiamo anche noi.

Fonti e Note:

[1] Maurizio Acerbo, “Chantal Mouffe: noi e loro. Su Melenchon, la Nupes e il populismo di sinistra”.

Testo originale su: NLR – New Left Review, 12 ottobre 2022, “Us and Them”.

[2] LFI, di fatto, persegue solo « il salario minimo, l’età pensionabile, la pianificazione ambientale e l’imposta sul patrimonio ».

Natale-Salvo-BN

Natale Salvo

Nato e cresciuto nella terra del “Gattopardo”, la Sicilia. Ha dedicato la propria esistenza all'impegno sociale. Allenatore di una squadretta di calcio di periferia, presidente del circolo di Legambiente, candidato sindaco per il Partito Umanista. Infine blogger d’inchiesta; ha pagato le sue denunce di cattiva amministrazione con una persecuzione per via giudiziaria. E' autore del libro "La rivoluzione copernicana chiamata Reddito di Base", edito da Multimage, Firenze.

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Una risposta

  1. maurizio acerbo ha detto:

    tengo a precisare che non mi identifico sul piano teorico con il “populismo di sinistra” di Mouffe e Laclau ma considero il loro un contributo importante su cui riflettere. Traduco e pubblico materiali per socializzarli con compagne/i.

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