La Paura uccide dieci volte più che ogni epidemia

paura

Da bambino, come tutti i miei coetanei, ero molto vivace, curioso e ribelle. Un giorno a casa mia scoprì una stanza, quasi sempre buia e silenziosa dove, all’interno di una vecchia e grossa credenza mia madre riponeva caramelle e cioccolatini che, di tanto in tanto, ci distribuiva con molta parsimonia.

Troppo forte era per me la tentazione di impossessarmi anzi tempo di tutto quel ben di Dio. Così, ogni qualvolta riuscivo a sfuggire al controllo dei miei genitori mi intrufolavo in quella sala e, dopo aver aperto le ante cigolanti di quella enorme dispensa infilavo le mie esili manine tra bicchieri di cristallo e porcellane pregiate alla ricerca di quelle leccornie combinando, così, indicibili disastri.

Malgrado ciò, nulla poteva spaventarmi, non c’era rimprovero, castigo o sculaccione, se pur ben assestato, che mi potesse far desistere dall’idea di replicare l’impresa ogni qual volta ve ne fosse l’occasione.

Finché, un giorno, la mamma mi disse: “hai un bel coraggio ad entrare in quella stanza buia, pensa che li, fino a poco tempo fa, si aggirava un’ombra spettrale che si nutriva dell’anima dei bimbi disubbidienti!” Ricordo ancora quella frase e l’immediata sensazione che produsse in me: per la prima volta, nella mia giovane vita, avevo conosciuto la paura!

Non ci fu più bisogno di rimproveri, punizioni e sculacciate io, in quella stanza, non ci entrai mai più.

La paura, il virus più potente che possa esistere, circolava ormai nel mio cuore e nella mia mente assoggettandomi ai suoi voleri e riuscendo a farmi diventare docile e ubbidiente come non mai.

Paura che trasmisi involontariamente ai miei fratelli ed ai miei amici, da sempre compagni di scorribande e avventure in quella stanza sinistra e misteriosa.

Nessuno di loro, come me, vi mise più piede dopo quella storia se non accompagnato e protetto da un adulto.

Ormai, da quel giorno, è passato tantissimo tempo ma, quel terribile virus alberga ancora in fondo all’ anima e al cuore di ciascuno di noi. Certo, anch’esso col passare degli anni è mutato e si è evoluto, non più la paura dell’ombra spettrale che si nutre di anime ma, al suo posto, il terrore per l’ombra della malattia e della morte.

E, ora come allora, il costante bisogno della rassicurante presenza e protezione di chiunque possa garantirci un modo efficace e sicuro per potervi sfuggire.

E, proprio in quest’epoca di pandemia e paure diffuse, mi è tornata alla mente una antica storiella raccontatami dal mio insegnate di storia alle scuole medie che, faceva più o meno così:

Un pellegrino, racconta la favola, incontrò la Peste che andava verso Smirne. – Perché stai andando laggiù? Chiese il pellegrino, – Per uccidere tremila persone, rispose la Peste. Qualche tempo dopo, si incontrarono di nuovo. – Ma, non hai mantenuto la parola, ne hai uccisi trentamila! disse il pellegrino. – No, rispose la Peste, io ne ho uccise tremila. Le altre le ha uccise la Paura”.

Per fare di un uomo ciò che desideri, cerca le chiavi delle sue paure così che, non sarà più necessario scardinare con la forza le sue certezze ma, basterà semplicemente manipolarle attingendo alle sue più profonde debolezze.

Credits : Photo by Alessio Lin on Unsplash

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