Spegniamo il teatrino della pandemia mediatica!

Ricordo che mio nonno spesso mi diceva “vedi figliolo, quando nella vita reale succede qualcosa di veramente grave, come una guerra, una epidemia, una pesante crisi economica, per accorgerti di ciò non avrai certo bisogno che ti venga raccontato da TV o giornali ma, ti basterà semplicemente vivere la vita e guardare ciò che ti circonda poco oltre il tuo naso”.
Allora mi chiedo: se domani decidessimo dispegnere per un mese radio e tv, di non comprare giornali e non guardare le pagine internet, cosa rimarrebbe di quella catastrofica realtà che, in questo periodopandemico, ci viene quotidianamente narrata dai media?
Io credo poco o nulla.
Il caro prezzo dell’infodemia: nessuno svolge il proprio lavoro
Probabilmentecesserebbe come d’incanto quest’orgia dilagante di ipocrisia a buon mercato e di ipocondria indotta,
- i medici smetterebbero di travestirsi da eroiper rivestire gliumilicamici di gente pagata per fare il proprio dovere,
- gli scienziati seri tornerebbero a fare ricerca al chiuso dei laboratorie non sotto i riflettori deitalk showtelevisivi,
- i politici incompetenti ed ignoranti non avrebbero più la scusa per continuare a far finta di governare vivacchiando sulle spalle di un popolo non più sovrano protetti dal perenne stato di terrore ed emergenza sanitaria,
- le forze dell’ordine e i magistrati si sforzerebbero nuovamente a provare di dare la caccia ai delinquenti verianziché a vecchietti e ragazzini privi di mascherina,
- gli impiegati pubblici tornerebbero a guadagnarsi la pagnottaandando a lavorare in ufficio ove, si spera, vi sarà qualcuno a controllare che ciò avvenga veramente,
- e, infine,la gente, come accade oramai da millenni su questa terra, continuerebbe ad ammalarsi, soffrire e moriresenza particolari clamori o pubblicità poiché la vita, da sempre, è fatta così.
Ma si sa, le debolezze e le paure umane sono tante e, poterle sfruttare amplificandone gli effetti regala un immenso potere a chi ha i mezzi e gli interessi per farlo.
Spegnere i mass media, i social, per pensare con la nostra testa
Allora, vediamo seè possibile modificare la pseudo realtàche incessantemente pervade, indirizza e condiziona le nostre vite;fermiamoci un mese, spegniamo radio e TV, mettiamo da parte i giornali, azzeriamo internet, torniamo a parlarci e a confrontarci guardandoci negli occhianziché fissando ipnotizzati lo schermo del propriosmartphone.
Ascoltiamo e meditiamo veramente su quanto ha da dirci il nostro amico, vicino, figlio, compagno/a, fratello, collega o estraneo che sia.
Facciamo tutto ciò che possa aiutarci apensare con la nostra testa, guardare con i nostri occhi, sentire con le nostre orecchie e agire con il nostro cuore.
Sono sicuro che la realtà che andremo a vivere in quel mese diblackoutmediatico anche se non dovesse essere migliore rispetto alla precedente sarà sicuramente nuova, diversa, sarà la nostra narrazione della vita che ci circonda e non quella di qualcun altro che vorrebbe imporci la propria come vera e assoluta.
Proviamoci tutti insieme e vediamo se ciò potrà aiutare asvegliarci da questo incubo globaletrasmessoin HD.

Concordo pienamente!! Trovo personalmente ogni forma di estremismo dannosa. Di conseguenza occorrerebbe che la popolazione fosse informata adeguatamente, osservare ad ugual misura ogni lato della medaglia. La famigerata libertà d’ informazione. Vorrei che ognuno possa prendere decisioni autonomamente in merito a ciò che è più o meno giusto per sé. Ma tutto ciò non può essere possibile se l’informazione è unilaterale.