L’articolo 9 della Costituzione è antispecista?

C’è spazio in Italia per abolire tanto la caccia e quanto la nostra alimentazione con carne di altri animali?

A livello giuridico teorico, sì.

Proprio quest’anno, infatti, è stato modificato l’articolo 9 della Costituzione italiana [1] prevedendo, tra l’altro, nella nuova formulazione, anche la « tutela degli animali ».



Appare chiaro che dare la morte agli animali – per divertimento o per trarne nutrimento – è proprio un ossimoro della « tutela degli animali ».

La proposta originale di modifica costituzionale era antispecista

Nella proposta originaria della modifica costituzionale [2], si riconosceva « gli animali come esseri senzienti e [se] ne promuove e garantisce il rispetto a un’esistenza compatibile con le loro caratteristiche etologiche ».

Interessante, per valutare la volontà del legislatore, il testo della relazione dei presentatori. Qui spiegavano che la formulazione intendeva « orientare il legislatore nazionale nell’abolizione di attività ormai obsolete ed inaccettabili che causano morte e dolore agli animali »!

Lo stesso testo alternativo proposto dal sen. Gianluca Perilli (M5S), più moderato, – « tutela … degli animali » – non era stato approvato. Nella relazione alla sua proposta, il senatore aveva spiegato che la tutela « risponde a una sensibilità sempre più marcata nella nostra società » e serviva per consentire « il riconoscimento della necessità di una convivenza armoniosa con tutti i soggetti che compongono l’ecosistema ».

Tutelare il Benessere degli animali, ce lo chiede l’Europa

Non si trattava di nulla di particolarmente innovativo: già l’art. 13 del “Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE)” riconosceva che gli animali sono « essere senzienti » e pertanto aventi diritto ad un certo « benessere ».

Il considerando 7 del Regolamento Europeo n. 625 del 5 marzo 2017 aggiungeva poi che occorre « garantire loro un trattamento umano e di evitare di cagionare loro dolore e sofferenze inutili » ( anche se ciò al fine di « migliorare la qualità e la sicurezza degli alimenti di origine animale » ).

Quindi smetteremo di mangiare carne animale o di cacciarli?

No, non è così semplice.

Intanto l’articolo 9 della Costituzione, demanda alla « legge dello Stato [la] disciplina dei modi e delle forme di tutela degli animali ».

Che si approvi una legge nel senso auspicato da antispecisti e vegani è improbabile.

Basta osservare come, nel dibattito parlamentare, i senatori di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra, Ignazio la Russa, Achille Totaro si erano opposti all’inserimento della tutela animale nel testo costituzionale.

Il sen. La Pietra, in particolare, esplicitò le sue preoccupazioni così [3]: « abbiamo paura che vi sia la volontà di far passare dalla finestra quello che non è passato dalla porta, cioè quel principio quasi radicale di una tutela degli animali a prescindere, che potrebbe portare a sviluppi imprevedibili. Penso in particolare all’allevamento, all’aspetto faunistico e alle attività venatorie ».

La stessa sen. Emma Pavanelli (M5S), rassicurando i colleghi ( « [non c’è] intenzione di impedire la pratica della caccia » [4] ), aveva espresso chiaramente una posizione specista.

Il testo finale quindi non aggiunge nulla alle attuali leggi dello stato che già:

  • vietano l’abbandono (art. 727 C.P. ),
  • il maltrattamento di animali (art. 544 bis C.P. ),
  • lo sottomissione a strazio durante spettacoli o combattimenti ( art. 544 ter C.P. ),
  • e la loro uccisione “senza necessità” (art. 544 quater C.P. ).

Per giungere all’abolizione della caccia e al divieto dell’uccisione di animali per cibarsene, serve ben altro.

Fonti e Note:

[1] Legge costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1.

[2] Atti Senato n. 212 del 3 aprile 2018, presentata dai senatori Loredana De Petris ( Liberi e Uguali ), Monica Cirinnà (Partito Democratico) e Gabriella Giammanco ( Forza Italia ).

[3] Senato, seduta d’Aula n. 333 del 08/06/2021.

[4] Senato, in 13a Commissione, il 28 aprile 2021.

[5] Senato, Atto n. 1203 del 2 aprile 2019.

Natale-Salvo-BN

Natale Salvo

Nato e cresciuto nella terra del “Gattopardo”, la Sicilia. Ha dedicato la propria esistenza all'impegno sociale. Allenatore di una squadretta di calcio di periferia, presidente del circolo di Legambiente, candidato sindaco per il Partito Umanista. Infine blogger d’inchiesta; ha pagato le sue denunce di cattiva amministrazione con una persecuzione per via giudiziaria. E' autore del libro "La rivoluzione copernicana chiamata Reddito di Base", edito da Multimage, Firenze.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *