Mascherine a scuola, TAR Lazio decide non decidere

mascherine a scuola

Il TAR del Lazio ha deciso di non decidere sul problema delle mascherine a scuola per i bambini da 6 a 11 anni. L’ordinanza n. 873 firmata dal presidente della Prima Sezione, Antonino Savo Amodio, e dall’estensore, Laura Marzano, è di fatto una presa in giro, un documento che assegna un colpo al cerchio ed uno alla botte.

Da di fatto ragione ai ricorrenti e agli avvocati Francesco Scifo e Linda Corrias, ma la vittoria è concretamente assegnata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e al Ministero della Salute.

Una decisione … all’italiana, si direbbe.

Una sentenza politica, verrebbe da aggiungere.

L’udienza del 4 dicembre aveva rinviato al 12 febbraio per l’esame di merito. Ma lo scorso 12 febbraio i giudici del TAR Lazio hanno nuovamente rinviato la decisione e « fissata, per la trattazione del merito, l’udienza pubblica del 14 luglio 2021 ».

Insomma decideranno quando sarà abbondantemente terminato l’anno scolastico e cessato del tutto il contendere. Ai ricorrenti resterà solo la via del lungo procedimento civile per poter chiedere un ristoro dei danni biologici ed esistenziali eventualmente subiti.

Le mascherina a scuola restano, per … precauzione!

Nel frattempo, « in ossequio al principio di precauzione » scrivono, « l’obbligo per i minori di età compresa fra i 6 e gli 11 anni di indossare la mascherina in ambito scolastico, ai sensi del DPCM 14 gennaio 2021, resta efficace ».

I magistrati del TAR Lazio hanno però concesso un … contentino. Misero, per la verità.

« Le esigenze cautelari prospettate dai ricorrenti possono trovare adeguata tutela in un remand all’amministrazione perché rivaluti la prescrizione in rassegna » !!!

Insomma tutto è lasciato al buon cuore del Governo e del presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi.

A giorni vedremo quanto è grande.

TAR LAzio

Il TAR Lazio conferma però la bocciatura DPCM di Conte

Vero è poi pure che il TAR Lazio mette nero su bianco che:

  • « il DPCM del 3 novembre 2020 pare essersi discostato dalle indicazioni preventive e specifiche fornite dal CTS »;
  • il DPCM non motiva « alcunchè sulle ragioni del diverso opinamento » e non adduce o richiamata « evidenze istruttorie di diverso avviso »;
  • « sicchè appare sussistere il dedotto difetto di motivazione e di istruttoria »;
  • « la nota del Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione del 29 dicembre 2020, non indica [il] fondamento tecnico-scientifico dell’imposizione della misura impugnata »;
  • che anzi la stessa nota del Ministero della Salute riferisce di varia letteratura scientifica « in cui è stato rilevato il disagio psicologico provocato da tale uso [connesso] ai tentativi di soddisfare tre bisogni psicologici di base (autonomia, relazione e comprensione) »;
  • « dunque, appare complessivamente confermata la fondatezza del dedotto difetto di istruttoria e di motivazione ».

Una bocciatura su tutti i fronti per la credibilità di Giuseppe Conte e Roberto Speranza, ma tutte cose sostanzialmente già scritte lo scorso 4 dicembre per cui l’udienza del 12 febbraio s’è rivelata solo una perdita di tempo.

Basta rileggere il mio precedente post sull’argomento: “TAR Lazio boccia i DPCM di Conte, non sono motivati” [1].

Basterà un nuovo parere del CTS che stavolta esplicitamente condivida l’azione del Governo per mettere una pietra tombale sopra il ricorso che gli avvocati Francesco Scifo e Linda Corrias hanno presentato a nome e per conto di svariate famiglie e genitori.

Evviva la Giustizia! Evviva la divisione dei Poteri! Evviva la Democrazia!

Fonti e Note:

Credits: Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

[1] Fronteampio, 6 dicembre 2020, “TAR Lazio boccia i DPCM di Conte : non sono motivati”.

>>> APPROFONDIMENTO: L'ordinanza n. 873 del TAR Lazio (PDF)

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Natale Salvo

Nato e cresciuto nella terra del “Gattopardo”, la Sicilia. Ha dedicato la propria esistenza all'impegno sociale. Allenatore di una squadretta di calcio di periferia, presidente del circolo di Legambiente, candidato sindaco per il Partito Umanista. Infine blogger d’inchiesta; ha pagato le sue denunce di cattiva amministrazione con una persecuzione per via giudiziaria. E' autore del libro "La rivoluzione copernicana chiamata Reddito di Base", edito da Multimage, Firenze.

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