Francia, caso Hedi: la polizia è al di sopra della legge?

C’è ancora chi si indigna e protesta, in Francia, davanti a chi sostiene che le forze di polizia debbano essere al di sopra della legge.

Ma c’è anche chi, come il principale organo di informazione privato francese, la BFM TV ( notoriamente vicino alle posizioni della neofascista Le Pen ), si fa portavoce del “malcontento” degli agenti di polizia anche mettendo in dubbio i fatti accaduti (Hedi “dice di aver sofferto”, scrive BFM TV ).

Il “caso Hedi”, il giovane di 22 anni recentemente gravemente ferito dalla polizia di Marsiglia, ha la forza di mantenere l’attenzione generale sul tema delle violenze della polizia anche a seguito della video intervista [ vedi a questo link ] – che ha superato le 14 milioni di visualizzazioni – al giovane che appare con la testa chiaramente e irrecurabilmente deformata a seguito dei colpi subiti [1].

« La polizia francese si sta mobilitando per sostenere gli agenti che hanno sparato un proiettile di gomma alla testa di un giovane operaio a Marsiglia prima di picchiarlo e lasciarlo per morto », scrive il giornale online “Contre Attaque” [2].

« È per sostenere questi criminali, quindi, che centinaia di agenti di polizia si sono presi un congedo per malattia! Un iter totalmente illegale, al quale seguirebbe il licenziamento in qualsiasi altra professione. Ma nella polizia succede. Il direttore generale della polizia nazionale questo sabato andrà anche a Marsiglia per andare a coccolarli », denuncia ancora il sito web citato.

« Il tentato omicidio e gli atti di tortura subiti da Hedi sono stati interamente ripresi. Di fronte alle immagini, anche gli agenti del BAC hanno riconosciuto la loro partecipazione », precisa stamani sul proprio profilo social ancora “Contre Attaque” [3].

Caso Hedi, “spirito di corpo”: La polizia sta coi colleghi criminali

La posizione di alcuni sindacati di polizia, quelli di estrema destra, è di tutt’altro avviso però.

Unité SGP Police”, ad esempio, esprime « solidarietà con i nostri colleghi in custodia cautelare », lancia un appello agli agenti di tutta la Francia a mettersi congedo di malattia (Code 562) e chiede « la liberazione dei nostri colleghi » nonché uno « statuto speciale » per i poliziotti [4].

Solidarietà dimostrata anche applaudendo i colleghi all’ingresso del tribunale.

A loro sostegno giunge spudoratamente pure lo stesso capo della polizia nazionale (DGPN) Frédéric Veaux che, con una dichiarazione stampa, pone la polizia su un piano costituzionale superiore rispetto al normale cittadino: « avant un éventuel procès, un policier n’a pas sa place en prison » (“non si mette un poliziotto in prigione prima di un eventuale processo”), afferma [5] ricevendo pure il sostegno del prefetto Laurent Nuñez ( « Je partage les propos du DGPN » ) [6].

Veaux ha pure aggiunto: il sapere l’agente in prigione « m’impedisce di dormire ».

Una « grande ignominia » per “Contre Attaque”. Ma non solo.

Caso Hedi: le reazioni alle dichiarazioni del capo della polizia

Il presidente del tribunale di Marsiglia ha lanciato un richiamo alla « indipendenza della giustizia » e alla garanzia dello « stato di diritto » [7].

Il sindacato della magistratura protesta contro « l’attacco all’autorità giudiziaria » da parte del capo della polizia, « inammissibile per la sua posizione istituzionale » chiedendo una « reazione » ( che non è arrivata, NdR ) da parte del presidente della repubblica poiché l’intervento di Frédéric Veaux, « mette in discussione il principio di eguaglianza davanti alla legge » [8].

Anche il Consiglio Superiore della Magistratura sente la necessità di intervenire in questo scontro tutto all’interno alle istituzioni francesi ribadendo tuttavia che « le regole del diritto si applicano a tutti, senza eccezioni … lontani da qualsiasi pressione » [9].

« Finalmente una mobilitazione utile – chiosa comunque il sito “Contre Attaque” commentando lo “sciopero” della polizia: « forse eviterà mutilazioni, morti, repressione delle manifestazioni ». Per poi chiudere con un appello: « Avanti: fate lo sciopero del lavoro, fermatevi, deponete le armi. A condizione che sia in maniera definitiva ».

Matilde Panot, deputata e presidente parlamentare della sinistra francese (LFI), commenta lo “sciopero” dei poliziotti in maniera più … istituzionale: « i poliziotti sediziosi non hanno posto nei ranghi della polizia » [10].

Fonti e Note:

[1] Kombini News, 26 luglio 2023, “Marseille : j’ai été défiguré par un tir de Flash-Ball et tabassé par la BAC”.

[2] Contre Attaque, 22 luglio 2023, “Pour une grève définitive de la police”.

[3] Twitter, profilo “Contre Attaque”, 27 luglio 2023.

[4] Twitter, profilo “Unité SGP Police”, 24 luglio 2023.

[5] Twitter, profilo “Le Monde”, 23 luglio 2023. che riporta un’intevista esclusiva de “Le Parisien” della stessa data.

[6] Twitter, profilo “Laurent Nuñez”, 23 luglio 2023.

[7] Twitter, profilo della giornalista “Nadia Sweeny”, 24 luglio 2023.

[8] Twitter, profilo “Smagistrature”, 24 luglio 2023. e con a seguito un comunicato stampa

[9] Twitter, profilo “CSMagistrature”, 24 luglio 2023.

[10] Twitter, profilo “BFMTV”, 25 luglio 2023.

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Natale Salvo

Nato e cresciuto nella terra del “Gattopardo”, la Sicilia. Ha dedicato la propria esistenza all'impegno sociale. Allenatore di una squadretta di calcio di periferia, presidente del circolo di Legambiente, candidato sindaco per il Partito Umanista. Infine blogger d’inchiesta; ha pagato le sue denunce di cattiva amministrazione con una persecuzione per via giudiziaria. E' autore del libro "La rivoluzione copernicana chiamata Reddito di Base", edito da Multimage, Firenze.

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