Marcia della Liberazione : La stampa conferma la propria vocazione di regime !

Erano centinaia, secondo il giornale spagnolo Heraldo. Prima 2.000, poi 1.000, poi di nuovo 2.000, per il principale quotidiano nazionale, La Repubblica. Meno di 2.000 per il quotidiano spagnolo El Periodico. No, un migliaio per i francesi de L’Express. 700, allora, per l’agenzia di stampa Dire. Facile copiarsi l’un l’altro, copiare l’agenzia AFP, se tu, giornale, non sei presente sul luogo dell’evento. « Siamo settemila », tuttavia, han sostenuto dal palco gli organizzatori. E’ stato un flop comunque, insiste ancora il “nostro” La Repubblica.

Repubblica-NoMask

Al di la’ dei numeri reali dei partecipanti al comizio fiume di sei ore di piazza San Giovanni in Laterano a Roma che ha messo assieme con successo poco più d’una dozzina di micro-sigle politico-sociali, occorre evidenziare la scarsa attenzione, se non proprio il boicottaggio, da parte dell’informazione nazionale rispetto all’evento “Marcia della Liberazione”.

La stampa discredita la manifestazione e, per risposta, è accusata d’essere asservita

Nessun giornale riporta la sintesi degli interventi succedutisi dal palco. Qualche giornalista si sarebbe limitato ad ascoltare alcuni manifestanti presenti in piazza al fine di raccogliere qualche battuta discreditatrice.

L’unica frase riportata dei contenuti del comizio è quella della battuta di Sara Cunial sul maggior rischio d’essere colpiti da un asteroide piuttosto che dal virus. Battuta messa lì dopo oltre cinque ore di interventi, per alleviare la stanchezza del pubblico. Frase, tuttavia, utile, ai giornali, per denigrare l’evento.

Tutti, poi, a concentrarsi sull’unico fermo di un uomo che, sprovvisto di mascherina, si era rifiutato di fornire le proprie generalità e, naturalmente, a fare confusione con la contemporanea manifestazione di Forza Nuova in un’altra piazza romana. Naturalmente, senza citare nemmeno una terza piccola manifestazione contemporanea, sempre in altra piazza, promossa dai comunisti di Marco Rizzo perchè non utile a marchiare col fango quelli della “Marcia della Liberazione”.

La stampa di regime ha affermato falsità quando scrive che gli organizzatori “sfidano i divieti” ( la manifestazione è pianamente legittima e regolarmente comunicata alla Questura ), che ci sono stati “scontri”.

Corriere

La democrazia può essere presente in un Paese dove la stampa è così totalmente asservita al regime ? Giuro, per aver spesso personalmente letto le loro testate francofone, che in Algeria, in Tunisia, i media sono assolutamente più indipendenti che qui da noi.

Dal palco, nei propri interventi, diversi oratori hanno sottolineato la pessima informazione parlando di “giornalisti vergognosi”, di “pennivendoli al servizio del potere”, di “media asserviti”, di “campagna di sciacallaggio del regime”, che la “gente che istiga all’odio sono loro, i giornali e i partiti di regime”, sostenendo di essere vittime di una “campagna mediatica portata avanti con inaudita violenza”, sottolineando, infine, la necessità di porre attenzione alle “fake news che ogni giorno i mass media di regime ci riversano contro” e di “non cadere nelle provocazioni di alcuni giornalisti”.

Fatto Quotidiano
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Gli organizzatori : querelati i giornali che ci accusano di negazionismo e d’essere fascisti

Un avvocato dal palco ha informato che sono già state presentate alla Procura della Repubblica di Roma le querele per diffamazione nei confronti dei giornali La Repubblica, Corriere della Sera, Fanpage, Globalist. I giornali accuserebbero ingiustamente, infatti, gli organizzatori d’essere dei fascisti ( cosa non vera, forse confondendo le due piazze ) e dei negazionisti ( termine che si richiama al negazionismo della Shoah, ed è quindi diffamatorio e non vero perché gli organizzatori ammettono l’epidemia ma sostengono solo che le misure per il contrasto al coronavirus sono sproporzionate ).

Il danno d’immagine è comunque fatto, sono milioni i lettori online di queste testate giornalistiche. L’intento della stampa filo-governativa è chiaro : impedire che la massa della popolazione s’interessi alla manifestazione di Roma, ai contenuti esposti, al progetto politico-elettorale annunciato.

Come sorprendersi allora se l’Italia si trovi al 41° posto della classifica mondiale per “libertà di stampa” redatta annualmente da Reporters Sans Frontieres, dopo, ad esempio, Burkina Faso (38°), Ghana (30°), Namibia (23°)?

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Natale Salvo

Nato e cresciuto nella terra del “Gattopardo”, la Sicilia. Ha dedicato la propria esistenza all'impegno sociale. Allenatore di una squadretta di calcio di periferia, presidente del circolo di Legambiente, candidato sindaco per il Partito Umanista. Infine blogger d’inchiesta; ha pagato le sue denunce di cattiva amministrazione con una persecuzione per via giudiziaria. E' autore del libro "La rivoluzione copernicana chiamata Reddito di Base", edito da Multimage, Firenze.

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