NewsGuard violerebbe la Costituzione americana

« Il nuovo ministero della Verità » [1],così, su Twitter, la giornalista d’inchiestaStefania Maurizibolla “Newsguard”, il sito web che – a proprio dire – «analizza e valutata tutte le fonti di notizie che rappresentano il 95% dell’engagement online, per combattere la disinformazione»[2].
La notizia di oggi è che “Consortium News”, un giornale d’inchiesta statunitense, ha querelato tanto NewsGuard quanto il Governo Americano, «per diffamazione e per violazione del primo emendamento della Costituzione americana». Questo perché – spiega la Maurizi – «Newsguard che per ogni articolo dell’archivio di “Consortium News” esibisce il marchio di infamia», ovvero dichiara che è “disinformazione”.

Come NewsGuard può essere indipendente dal governo USA se questo la sovvenziona?
Nella conferenza stampa dove annunciava l’azione, «“Consortium News” ha altresì mostrato una copia del contratto tra NewsGuard e il governo degli Stati Uniti per “combattere” la disinformazione».
Per la verità, tale fatto è noto da tempo: «il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti finanzia le società private di monitoraggio di internet NewsGuard ePeakMetrics,che cercano sul web la “disinformazione” per censurare e demonizzare i siti web», aveva già scritto lo scorso marzoRT [3]citando una fonte giornalistica statunitense, “The Federalist”.
Per tale ultimo giornale,NewsGuard è « parte del “complesso industriale della censura”[poiché]utilizza il suo sistema di classificazione per allontanare le entrate degli inserzionisti dai siti conservatori o da altre “pubblicazioni sfavorite”»[3].
«Attraverso i suoi “bollini” a giornali e siti di informazione che vanno ad alterare gli algoritmi di browser, motori di ricerca e social con i quali “collabora” e che oggi rappresentano il filtro principale dell’informazione ai cittadini italiani»,aveva denunciato Alessandro Bianchi su L’Antidiplomaticoqualche tempo fa.
Tornando a RT, in particolare vi si legge di «una sovvenzione di 750.000 dollari concessa dal Pentagono » a NewsGuard.
«Il caso è solo l’inizio, il “ministero della verità” comincia dai piccoli media indipendenti, poi toccherà ad altri. Presto Newsguard arriverà ai grandi media: chiunque non sarà allineato alla narrativa dominante sulle guerre in Ucraina, Palestina, ecc verrà bollato con marchio di infamia, per distruggere credibilità professionale», ha commentato ancoraStefania Maurizisempre su Twitter.
NewsGuard: chi assegna le patenti di veridicità delle notizie?
Sul sito diNewsGuard,in proposito, è interessante rilevare come i componenti italiani del Comitato Consultivo che ha il compito di fornire “consulenza” per vigilare sulla “veridicità” delle notizie nazionali sono:
- Gianni Riotta– editorialista della Stampa ed ex direttore de “Il Sole 24 ore” e del TG1 -,
- eGiampiero Gramaglia– ex direttore dell’agenzia di stampa Ansa (2006-2009), agenzia di cui sono membri le principali testate giornalistiche italiane (Corriere, Repubblica, La Stampa, Avvenire, Giornale di Sicilia, etc) –[4].
Insomma sono i rappresentanti di giornali mainstrem spesso confindustriali.
Gramaglia fornisce consulenza editoriale e redazionale per le schede informative dei siti italiani analizzati da NewsGuard.
Assieme a loro, in tale Comitato, l’ex capo della CIA, dell’FBI, della NATO … ci informa la Maurizi.

Se un media è anti-governo USA scatta che pubblica “falsi contenuti”
«Quando i gruppi di media sono condannati dal governo come “anti-USA” e sono accusati di pubblicare “falsi contenuti” perché non sono d’accordo con le politiche degli Stati Uniti, il risultato è l’autocensura e la distruzione del dibattito pubblico inteso dal Primo Emendamento»[5],ha commentato “Consortium News”.
«La causa –continua “Consortium News” –arriva in un momento in cui molti al Congresso e altrove hanno accusato il governo degli Stati Uniti di utilizzare entità private e piattaforme Internet come proxy per sopprimere la libertà di parola in violazione del Primo Emendamento»[6].
La denuncia chiede un’ingiunzione permanente che dichiara il programma congiunto incostituzionale; impedendo al governo e a NewsGuard di continuare tali pratiche e oltre 13 milioni di dollari di danni per diffamazione e violazioni dei diritti civili.

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Fonti e Note:
Credits:foto del Tribunale federale di Manhattan by TJ Bickerton/Wikimedia Commons.
[1]Profilo Twitterdi Stefania Maurizi, 24 ottobre 2023
[2] NewsGuard, “NewsGuardRatings”.
[3]RT, 17 marzo 2023, “Pentagon paid internet censors – media”. ( RT )
[4] NewsGuard,“Comitato Consultivo”
I membri del comitato consultivo forniscono consulenza strategica a NewsGuard. Non svolgono alcun ruolo nelle valutazioni e nella stesura delle schede informative dei siti analizzati da NewsGuard, se non diversamente indicato.
[5]Consortium News,23 ottobre 2023, “US Government & NewsGuard Sued by Consortium News”.
[6]Britannica, “First Amendment United States Constitution”.
Il primo emendamento della Costituzione statunitense statuisce:
“Il Congresso non farà alcuna legge che riguardi l’istituzione di una religione, o che proibisca il libero esercizio della stessa; o CHE IMPEDISCA LA LIBERTÀ DI PAROLA O DI STAMPA; o il diritto del popolo di riunirsi pacificamente e di presentare petizioni al governo per la riparazione dei suoi problemi”.

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