Stefanoni : Il profitto ha avuto la meglio sulla salute

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« Se l’avessimo raccontata qualche mese fa, sarebbe stata la trama di un romanzo di fantascienza », esordisce Fabiana Stefanoni, attivista comunista, nella sua relazione introduttiva all’assemblea nazionale del Partito di Alternativa Comunista (PdAC), svoltasi ieri.

Chiaramente si riferiva all’emergenza sanitaria che ha colpito l’intero globo, al successivo lock-down e infine all’improvviso libera tutti.

Quello del PdAC è una delle sigle dell’universo comunista, e trotzkista in particolare, in atto tra le più attive benché l’ultima sua apparizione alle elezioni politiche risale al 2013 quando raccolse solo 5.159 voti figli anche dell’impossibilità di presentarsi sull’intero territorio nazionale a causa del capestro della raccolta firme.

Circa una sessantina di compagne e compagne – collegate in streaming audio-video da tutta Italia – per confrontarsi sulla situazione nazionale al tempo dell’epidemia da coronavirus.

La relazione politica della Stefanoni

Titolo dell’Assemblea era : “una trappola mortale: il capitale sacrifica la vita per la borsa”.

Dallo scorso 4 maggio, dopo il confinamento forzato di molti lavoratori, pensionati, disoccupati, piccoli commercianti, e ancor di più da lunedì 18 maggio, l’Italia … riparte e cittadini e lavoratori dovranno convivere col virus.

Per Fabiana Stefanoni la lettura dei fatti è chiara.

« La sete di profitto del capitale finanziario e industriale ha avuto la meglio sull’evidenza scientifica », dichiara.

Poi spiega : « Dal punto di vista economico, il combinarsi della recessione e del lock-down ha reso più famelici gli appetiti dei grandi capitalisti, accentuando la competizione interborghese ».

Il capitalismo offre all’umanità una sola alternativa: o morire di Covid o morire di fame.

A noi, i lavoratori, i pensionati, i piccoli commercianti, i disoccupati, siamo in mezzo, come sudditi, o come schiavi, non lasciano il potere di decidere per una terza opzione.

Per i grandi capitalisti, i lavoratori sono solo braccia da sfruttare

« Chi decide delle sorti dell’umanità sono pochi ricchissimi miliardari che, con la complicità dei governi, mettono il profitto davanti a tutto. Se le fabbriche devono riaprire perché lo pretende la legge del mercato, le fabbriche riaprono », chiarisce Fabiana Stefanoni nella sua relazione all’Assemblea.

Poi riprende, « tanto più si accentua la competizione intercapitalistica (sia a livello nazionale che internazionale), tanto più la salute e la vita di milioni di persone passano in secondo piano. “Se un’altra azienda rischia di prendersi le nostre commesse, siamo obbligati a ricominciare”: il grande industriale di fronte alla prospettiva di un buco di bilancio si libera rapidamente degli orpelli umanitari ».

« Ma, si sa, quando la coperta si accorcia tutti provano a tirarla dalla loro parte – continua l’esponente trotzkista -. È per questo che Bonomi [il presidente di Confindustria, NdR] alza ulteriormente il tiro, critica il governo e non esita a strizzare l’occhio alle destre populiste. Bisogna far ripartire subito la macchina del profitto, ad ogni costo ».

Fabiana continua sicura : « il governo Conte fin dall’inizio non ha avuto dubbi da che parte stare: si è schierato con la grande borghesia. All’indomani dell’esplosione dell’epidemia, ha stanziato 400 miliardi di aiuti alle aziende, ha completamente abbandonato i lavoratori e le masse povere e ha riservato pochissime briciole alla piccola borghesia (poche centinaia di euro di mancia) ».

Miseria e Stampa di regime spingono la gente verso la Fase 2

Quindi la Stefanoni lancia l’allarme : « c’è un altro aspetto, però, su cui bisogna soffermarsi, ed è il fattore ideologico, culturale: la Fase 2 e il “dobbiamo ripartire” godono del consenso dell’opinione pubblica ».

« Che le larghe masse oggi capitolino alla falsa idea che tutto sia più o meno finito e che si possa ricominciare non deve stupire. Questo dipende anzitutto dalla loro condizione materiale: il governo le ha lasciate nella miseria più nera. Ci sono milioni di disoccupati che non hanno avuto nemmeno un euro di aiuto. I piccoli commercianti e negozianti non possono certo campare a lungo con 600 euro », aggiunge a difesa di lavoratori e piccoli commencianti.

« A tutto ciò va aggiunto che – precisa –, come ci ha insegnato Marx, nel capitalismo la classe dominante (cioè la grande borghesia, i ricchi capitalisti) non possiede solo i mezzi della produzione materiale, ma anche i mezzi della “produzione di pensieri”. Come dimostrano le recenti vicende di Repubblica, chi detiene la maggioranza delle azioni decide anche la linea editoriale: questo vale per i quotidiani e le riviste, come per le trasmissioni televisive ».

Cosa abbiamo imparato dalla Crisi sanitaria internazionale ?

Che fare, per domandarla alla Lenin ?

« È bene, in situazioni come queste, imparare a non farsi trascinare dalla corrente. Purtroppo, costatiamo che anche negli ambienti politici di sinistra, nei movimenti e nel sindacalismo conflittuale in tanti stanno – qualcuno in buona fede, qualcuno meno – assecondando l’idea che la vita possa tornare come prima ».

« Finché le ricchezze saranno concentrate nelle mani di pochi Paperoni senza scrupoli non ci sarà nessuna «Fase 2» compatibile con la sopravvivenza », conclude la relazione Fabiana Stefanoni .

Poi l’esponente del Partito di Alternativa Comunista apre però alla speranza : « sulle basi di queste macerie, è possibile costruire un mondo migliore: Si tratta di costruire – intanto – gli strumenti che servono per farlo nascere, cioè occorre anzitutto costruire una direzione rivoluzionaria internazionale ».

Credits : Photo by Luis Melendez on Unsplash

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Natale Salvo

Nato e cresciuto nella terra del “Gattopardo”, la Sicilia. Ha dedicato la propria esistenza all'impegno sociale. Allenatore di una squadretta di calcio di periferia, presidente del circolo di Legambiente, candidato sindaco per il Partito Umanista. Infine blogger d’inchiesta; ha pagato le sue denunce di cattiva amministrazione con una persecuzione per via giudiziaria. E' autore del libro "La rivoluzione copernicana chiamata Reddito di Base", edito da Multimage, Firenze.

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Una risposta

  1. ROBERTO ha detto:

    Collaborazione e sostegno

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