Kant: per ottenere la pace, abolire gli eserciti

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Sei favorevole all’abrogazione dell’esercito formato da professionisti e, conseguentemente, al ritorno ad una breve leva militare?

Se si, sei un pacifista.

Vediamo perché.

Nel 1795, Immanuel Kant formula le condizioni per un pianeta pacificato. Il saggio è titolato: “Per la pace perpetua”.

« Col tempo gli eserciti perpetui devono essere aboliti – scrive – . Ciò perché essi minacciano continuamente di guerra gli altri stati, essendo sempre pronti a entrare in scena armati di tutto punto; li incitano a superarsi nella quantità degli armamenti, che non conosce limiti » [1].

In proposito, anche all’osservatore meno attento non può sfuggire la correlazione tra la “moltiplicazione degli eserciti” e l’aumento della spesa militare.

Kant: disumano assoldare un uomo per ucciderne un’altro!

« A ciò si aggiunga che – prosegue Kant nella sua opera – assoldare uomini per uccidere o per essere uccisi corrisponde a voler usare degli uomini come semplici macchine o strumenti in mano ad un altro (lo stato): il che non si concilia con l’umanità presente in ognuno di noi ».

Pure anacronistico, oggi, nel terzo millennio, continuare a parlare di guerra pagando persone che per vivere debbono uccidere o farsi uccidere, no?

Il filosofo tedesco ammette solo una breve periodica leva militare non obbligatoria : « Tutt’altra cosa è – conclude, infatti – l’esercitarsi alle armi volontario e periodico dei cittadini, per difendere se stessi e la patria da aggressioni dall’esterno ».

Tali volontari, e i loro familiari, sarebbero sicuramente meno propensi a recarsi gratuitamente – in quanto volontari – in missioni di guerra all’estero.

Fonti e Note:

[1] Immanuel Kant, 1795, “La pace perpetua“. Sul sito “Peacelink” ( 30 agosto 2004, “Il significato del “Progetto di pace perpetua” di Kant per l’uomo contemporaneo” ), un’analisi più dettagliata dell’opera e del pensiero ivi contenuto.

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Natale Salvo

Nato e cresciuto nella terra del “Gattopardo”, la Sicilia. Ha dedicato la propria esistenza all'impegno sociale. Allenatore di una squadretta di calcio di periferia, presidente del circolo di Legambiente, candidato sindaco per il Partito Umanista. Infine blogger d’inchiesta; ha pagato le sue denunce di cattiva amministrazione con una persecuzione per via giudiziaria. E' autore del libro "La rivoluzione copernicana chiamata Reddito di Base", edito da Multimage, Firenze.

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